martedì 4 ottobre 2016



IMPERATORI, ASSESSORI, ARCHITETTI E ALTRE AMENITA'

di Antonella Flores

Al termine della vittoriosa campagna d’Italia (1796-1797), il generale Napoleone Bonaparte istituì la Repubblica Cisalpina, con capitale Milano, presa agli austriaci.

Tutti i dittatori, specie se conquistatori, sentono la necessità di lasciare un segno del loro passaggio nelle città, un  marchio come per il bestiame nel West e, naturalmente, i professionisti che lavoravano per “quelli di prima” non vanno mai bene, anche se sono  grandissimi come la proto-archistar Giuseppe Piermarini.
Giuseppe Piermarini venne infatti destituito dalla carica di Architetto di Stato e sostituito da Luigi Canonica, il quale costruì sotto Napoleone decine di edifici e diede a Milano una forma che ha ancora, con il cosiddetto, appunto, Foro Bonaparte.
Ovviamente Canonica fu a sua volta destituito quando la Repubblica Cisalpina, che nel frattempo era diventata Regno d’Italia, cadde, e tornarono gli Austriaci.

Ma Foro Bonaparte esiste ancora e si chiama ancora così e oggi termina in Piazzale Marengo da cui parte via Rivoli: la marchiatura napoleonica resiste ai secoli.
Proprio qui c’è il famoso edificio del Teatro d’Europa dedicato a Giorgio Strehler, il cosiddetto nuovo Piccolo Teatro, progettato dalla pre-archistar  Marco Zanuso.
La storia del progetto del teatro inizia nel 1976 e termina nel 1998, quando il teatro finalmente apre al pubblico: il Comune di Milano, committente dell’opera, ha cambiato nel frattempo cinque sindaci e un commissario straordinario e la città è passata dal Partito Socialista a  Forza Italia e in mezzo c’è stata la Lega Nord.

Zanuso, progettista e direttore dei lavori, non ebbe vita facile in mezzo a questi sconquassi politici e nel 1992, dopo dodici anni di cantiere, venne licenziato in tronco.
Grande artefice di questo licenziamento fu l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Milano, esponente della Lega Nord,   il quale auspicava addirittura la demolizione dell’edificio, secondo lui inutile (si sa che la cultura in certi ambienti non va molto) oltre che, ovviamente, orrendo.

Risultati immagini per OROLOGIO DALìZanuso venne sostituito sia nella direzione dei lavori sia nella progettazione da un ingegnere della Metropolitana Milanese che, per dimostrare la nuova e rinnovata efficienza dell’organizzazione, mise nel giugno 1993 un orologio all’angolo tra Foro Bonaparte e via Rivoli, affinché scandisse le ore dei due anni che, a suo dire, sarebbero bastate a terminare l’opera.
I due anni passarono e l’orologio, a metà del 1995, si fermò: i lavori no, e il teatro aprì circa tre anni dopo.

Evidentemente i problemi erano ben al di là del ruolo e della professionalità del progettista e direttore dei lavori, chiunque fosse: forse, come ebbe modo di scrivere Vittorio Gregotti, potevano essere una conseguenza dell’incapacità dell’ente pubblico di formulare programmi precisi e definiti nei tempi.

Anni più tardi l’ex assessore, che intanto aveva lasciato la Lega Nord, era passato  al PSDI, alla Lega Alpina Lombarda, alla Lega Nuova e aveva fondato l’indimenticata formazione Nordestra, è stato più volte arrestato, anche in diretta televisiva, e ha patteggiato per vari reati, tra cui il più originale è stato il traffico d’armi. Ma questo non gli aveva impedito di dare del “cialtronaccio” ad un grande architetto come Marco Zanuso.

Nell’Ade degli architetti sicuramente Piermarini sfotte Zanuso: almeno lui è stato licenziato da Napoleone.

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