
Come definire i comitati di cittadini che si oppongono alla sistemazione delle vie milanesi (con conseguente allargamento dei marciapiedi e abbattimento delle barriere architettoniche), perché temono di non potere più posteggiare sotto casa?
Forse per definirli basta ricordare una “celebre” manifestazione di qualche anno fa, del comitato per la salvaguardia dei marciapiedi stretti e della sosta selvaggia in una delle più importanti vie di Milano, che manifestavano, scimmiottando inefficacemente un concerto rock, brandeggiando le pile di Gucci rivestite in pelle di struzzo che, secondo loro, imitavano la maniera delle luci psichedeliche.
Uno dei più interessanti comitati degli ultimi tempi si è costituito a Milano l’anno scorso quando, in occasione dell’anniversario della nascita di Alberto Burri, lo studio legale NCTM e la Triennale hanno deciso di ricostruire il Teatro Continuo al parco Sempione.
Il Teatro continuo venne realizzato nel 1973 in occasione della XV edizione dell’”Esposizione Internazionale delle arti decorative e industriali moderne e dell’architettura moderna”, la Triennale propriamente detta.
Fu quella un’edizione molto importante, essendo la prima dopo una lunga interruzione e rappresentò una importate uscita sul territorio dei protagonisti dell’arte povera, dei quali furono collocate nel parco, e quindi al di fuori degli spazi che normalmente sono dedicati all’arte, varie opere: quella che a noi interessa fu pensata appunto da uno dei più grandi artisti del novecento, Alberto Burri.
Collocato nel cannocchiale tra l’Arco della Pace e il Castello Sforzesco, aperto, senza muri, con quinte girevoli per non occupare lo spazio visivo e quindi scomparire alla vista, a disposizione di tutti quelli che lo volessero usare, venne abbattuto nel 1989 perché degradato per mancanza di manutenzione. Quindi scomparve.
Ma il fatto che questa opera d’arte sia già potuta scomparire senza lasciare traccia, non è stato sufficiente per il “comitato”, che non è chiaro se fosse contrario per motivi estetici o di salvaguardia del parco Sempione. A giudicare dai commenti sul cartello di cantiere, la critica era forse a tutto tondo, con particolare riguardo alla figura dell’artista.
Credo che valga però la pena di farsi una domanda grammaticale: sanno i "comitatisti" cosa sia il partitivo? Ovvero la differenza tra "i milanesi" e "alcuni milanesi"?

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