mercoledì 2 novembre 2016


L’estetica del Commissario


Il Commissario sarebbe Maigret, innanzitutto, subito dopo Montalbano.
E poi, per i più colti, il dottor Francesco Ingravallo, comandato alla Mobile, quello che : “La raccomandazione burocratica poté assumere quel tono, e, più, quel carattere duramente ingiuntivo o addirittura imperatorio che solo si addiceva agli "homines consulares", agli "homines praetorii" del neo-impero in cottura. Chi è certo d'aver ragione a forza, nemmeno dubito d'aver torto in diritto. Chi si riconosce genio, e faro alle genti, non sospetta d'essere moccolo male moribondo, o quadrupede ciuco.”

Che sembra detto apposta per il Commissario-commissario, quello che lo Stato mette per superare le leggi che lo Stato stesso ha scritto e che impediscono le cose, il “fare”.
Il Commissario si fa per Decreto, e poi convertito, e può essere prefetto o generale o grand commis in pensione.
Il Commissario è un mestiere a tempo, per superare l’urgenza, da cui si dovrebbe dedurre (cataclismi a parte) che la legge così com’è non funziona e quindi correggerla, viceversa non servirebbe il Commissario a tempo, per Decreto e convertito.
E convertiti sono davvero i parlamentari che approvano il Commissario che deve disapplicare la legge che loro stessi hanno scritto.
Per lo più la sua missione sono grandi opere e relative grandi omissioni per colpa, colpa e gravissima colpa. E naturalmente grandi eventi, sportivi politici e internazionali.
Il Commissario, uomo consolare, ordina almeno stadi, centri congressi, alberghi e grandi spazi espositivi; a volte ristruttura grandi aree industriali e insedia new town.


Fiero del proprio ruolo arriva ad affermare che “Un funzionario dello Stato non può sottrarsi dall’essere interlocutore per tutti coloro i quali intendono sviluppare eventuali tecnologie e iniziative finalizzate a dare spazio al ‘made in Italy’ “

Armato del potere antico dell’Edile curule, dispone del lavoro pubblico ed assegna progetti a questo e quello, si approva le varianti e aumenta il budget.
Con il solo aiuto dei subcommissari, Lui disegna la nuova estetica del Paese, chiamando a sé l’archistar internazionale o il segnalato di turno.

Ma quando il Commissario Jedi passa al lato oscuro della forza, accecato dal potere di fare e disfare regole e progetti, si commissaria il Commissario, con Decreto e conversione.
Rimangono per sempre stadi vuoti e piscine non finite, costruzioni belle e abbandonate sulle spiagge, costosissime architewtture sui crinali collinari, tutte così simili ad abusi edilizi.


Nessun commento:

Posta un commento