L'architettura dei lager
di Antonella Flores
Il Bauhaus fu fondato nella piccola città di Weimar nel
1919: la famosa scuola d’arti applicate, sorta nel bel mezzo di una crisi
mondiale, divenne un mito importante per la nostra epoca, nonostante i soli
quattordici anni di attività.
Ebbe numerosi nemici, ma la fama deve molto ai nemici,
specialmente se questi hanno la statura, ad esempio, della scuola di
Francoforte: Theodor Adorno definì “scatole di conserva” le facciate in cemento
armato di Gropius e Mies, mentre per Walter Benjamin ( a cui però perdoniamo
tutto) erano “cubi in cemento armato” e “ palazzi antistorici”.
Purtroppo però il Bauhaus condivise con la scuola di
Francoforte un nemico letale e cioè il regime nazista, che non approvava nulla
al di fuori di sé stesso e che infatti distrusse i due movimenti, anche se la
scuola di Francoforte, a differenza del Bauhaus, in qualche modo sopravvisse attraverso innumerevoli
traversie.
Il Bauhaus cercò di opporsi al nazismo: molti dei suoi membri
furono uccisi e molti altri scelsero l’esilio, come Arieh Sharon che tornò in
Palestina nel 1930 e aprì uno studio di architettura che sviluppò la
pianificazione urbana di Tel Aviv. Fu raggiunto da Shlomo Bernstein e Munio
Weinraub : molti edifici di Tel Aviv sono oggi una sintesi del pensiero architettonico
del Bauhaus.
Altri artisti invece, anche se le loro opere furono proibite,
confiscate e bruciate, parteciparono a
esposizioni di propaganda nazista, come “ Deutsches Volk Deutsches Arbeit” nel
1934, dove Mies van der Rohe e Lilly Reich esposero strutture in vetro che
esaltavano l’eccellenza dell’industria germanica, mentre Walter Gropius e
Walter Funkat si occuparono della sezione dedicata al metallo.
Queste installazioni eseguite dai vecchi del Bauhaus non
erano affini ideologicamente al regime, ma ciò non toglie che gli autori
parteciparono ad un’esposizione dai contenuti apertamente antisemiti, razzisti
ed imperialisti.
Chi invece divenne proprio nazista fu Fritz Ertl, a cui
dobbiamo la progettazione del campo di concentramento di Auschwitz: per questo
fu processato nel 1972 ma assolto. Dalle autorità austriache, non certo dal nostro
giudizio. Preferiamo ricordare Friedl Dicker che insegnò disegno ai bambini del
campo di Theresienstadt, prima di essere ucciso proprio ad Auschwitz.
Per quanto riguarda Weimar invece (la Bauhaus si era
trasferita, prima di scomparire definitivamente nel 1933) , nelle sue immediate
vicinanze i nazisti fondarono il lager di Buchenwaldt: la città dove visse
Goethe e dove soffrì il giovane Werther,
dove lavorarono Schiller , Liszt e anche Wagner, divenne il luogo dell’assassinio di
ottantamila persone.
Walter Benjamin si tolse la vita nel 1940 in Spagna al
confine con la Francia per non essere catturato dai nazisti.

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