giovedì 1 giugno 2017

L'architettura dei lager

di Antonella Flores


Il Bauhaus fu fondato nella piccola città di Weimar nel 1919: la famosa scuola d’arti applicate, sorta nel bel mezzo di una crisi mondiale, divenne un mito importante per la nostra epoca, nonostante i soli quattordici anni di attività.

Ebbe numerosi nemici, ma la fama deve molto ai nemici, specialmente se questi hanno la statura, ad esempio, della scuola di Francoforte: Theodor Adorno definì “scatole di conserva” le facciate in cemento armato di Gropius e Mies, mentre per Walter Benjamin ( a cui però perdoniamo tutto) erano “cubi in cemento armato” e “ palazzi antistorici”.

Purtroppo però il Bauhaus condivise con la scuola di Francoforte un nemico letale e cioè il regime nazista, che non approvava nulla al di fuori di sé stesso e che infatti distrusse i due movimenti, anche se la scuola di Francoforte, a differenza del Bauhaus, in qualche  modo sopravvisse attraverso innumerevoli traversie.

Il Bauhaus cercò di opporsi al nazismo: molti dei suoi membri furono uccisi e molti altri scelsero l’esilio, come Arieh Sharon che tornò in Palestina nel 1930 e aprì uno studio di architettura che sviluppò la pianificazione urbana di Tel Aviv. Fu raggiunto da Shlomo Bernstein e Munio Weinraub : molti edifici di Tel Aviv sono oggi una sintesi del pensiero architettonico del Bauhaus.

Altri artisti invece, anche se le loro opere furono proibite, confiscate e bruciate, parteciparono  a esposizioni di propaganda nazista, come “ Deutsches Volk Deutsches Arbeit” nel 1934, dove Mies van der Rohe e Lilly Reich esposero strutture in vetro che esaltavano l’eccellenza dell’industria germanica, mentre Walter Gropius e Walter Funkat si occuparono della sezione dedicata al metallo.

Queste installazioni eseguite dai vecchi del Bauhaus non erano affini ideologicamente al regime, ma ciò non toglie che gli autori parteciparono ad un’esposizione dai contenuti apertamente antisemiti, razzisti ed imperialisti.
Chi invece divenne proprio nazista fu Fritz Ertl, a cui dobbiamo la progettazione del campo di concentramento di Auschwitz: per questo fu processato nel 1972 ma assolto. Dalle autorità austriache, non certo dal nostro giudizio. Preferiamo ricordare Friedl Dicker che insegnò disegno ai bambini del campo di Theresienstadt, prima di essere ucciso proprio ad Auschwitz.

Per quanto riguarda Weimar invece (la Bauhaus si era trasferita, prima di scomparire definitivamente nel 1933) , nelle sue immediate vicinanze i nazisti fondarono il lager di Buchenwaldt: la città dove visse Goethe  e dove soffrì il giovane Werther, dove lavorarono Schiller , Liszt e anche Wagner,  divenne il luogo dell’assassinio di ottantamila persone.

Walter Benjamin si tolse la vita nel 1940 in Spagna al confine con la Francia per non essere catturato dai nazisti.

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