martedì 10 gennaio 2017

LE PIETRE D'INCIAMPO



Le pietre d’inciampo sono sampietrini, delle dimensioni di 10 x10 cm, con la faccia superiore ricoperta da una lastra di ottone , che porta incisi pochi dati significativi sulla persona che abitava nel portone di fronte: il nome e il cognome, la data di nascita, la data e il luogo di deportazione, la data di morte, quando conosciuta. 

Sono infatti il ricordo dei deportati nei campi di concentramento nazisti, inventati dall’artista tedesco Gunter Demning nel 1993 e riguardano tutti i deportati, politi, ebrei, militari, omosessuali, religiosi.

Le pietre d’inciampo sono monumenti diffusi che cercano di riannodare in maniera stabile il ricordo di persone che sono state brutalmente assassinate da un regime spietato, alla memoria collettiva, al sentimento di continuità che è istintivo nella specie umana, che vogliono assolvere al compito primo della memoria che è quello di ricordare la storia perché non si ripeta mai più.

Un monumento ha generalmente valore architettonico e normalmente ha lo scopo diretto di celebrare un fatto o tramandare una memoria  e, come primo impatto, richiama l’attenzione con la sua propria presenza fisica in luoghi importanti, come ad esempio il centro delle piazze: si pensi all’altare della Patria , alla colonna di Place Vendome a Parigi, agli innumerevoli monumenti commemorativi dei caduti delle varie guerre.

Le pietre d’inciampo sono invece un contro-monumento, non emergono ma favoriscono l’inciampo della memoria nei ricordi e,  infatti, nella versione tedesca del nome, Stolperstein, il verbo stolpern, che precede la parola pietra,  significa “attivare la memoria”.

In Italia ci sono circa cinquecento pietre d’inciampo e, quando si impara a riconoscerle, sono sconvolgenti: come quelle di Venezia che si riferiscono agli anziani strappati dalla casa di riposo o quelle a Torino, davanti all’ex convitto dei poveri dove visse in gioventù Antonio Gramsci.

Tra poco anche a Milano ci saranno le prime pietre d’inciampo, perché l’orrore è stato universale, e quindi è importante ricordarlo, specialmente in tempi di distrazione come quelli che viviamo.

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